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A life in music

Il Teatro Regio di Parma lancia il primo mobile game al mondo realizzato da un teatro d’opera.
Una melodia. Un ricordo. Un incontro.
La musica di Giuseppe Verdi può cambiare la vita?

 

 

 

A Life in Music è il primo mobile game al mondo realizzato da un teatro d’opera. Prodotto dal Teatro Regio di Parma, il gioco per smartphone e tablet, disponibile gratuitamente su App store e Google Play Store, è una commissione del Festival Verdi a TuoMuseo, leader internazionale e pluripremiato nel settore del gaming per istituzioni culturali, che lo ha sviluppato in stretta collaborazione con Francesco Izzo – Direttore scientifico del Festival Verdi – e Alessandro Roccatagliati – Direttore scientifico dell’Istituto nazionale di studi verdiani- con la partnership di Sarce – sponsor del Teatro Regio e azienda leader nel campo delle soluzioni informatiche per la trasformazione digitale delle aziende.

Il gioco, dopo un test della versione in italiano nel 2019, è stato rilasciato nel 2020 nelle versioni in inglese, spagnolo, portoghese, russo e cinese, superando in breve tempo gli oltre 400 mila download.

 

 

 

Il progetto

12 mesi di lavoro, un team di 6 professionisti: Fabio Viola (game director e soggetto), Valerio Todaro (sceneggiatura e dialoghi), Francesco Bizzini (sviluppatore e game design), Elisa Groli (2D artist e game design), Angelo La Farina (animazioni), Arkadiusz Reikowski (musiche ed effetti sonori), 19 tracce musicali originali, 9 arie verdiane registrate dal vivo al Teatro Regio di Parma (in collaborazione con Unitel e Dynamic), i disegni realizzati e dipinti a mano per oltre 100 scene sulla vita di Verdi e oltre 300 animazioni sono i numeri di A Life in Music, il narrative game 2D a scorrimento laterale, senza contenuti pubblicitari, che esplora l’amicizia, la tenacia, la fiducia, il coraggio, il sacrificio, per raccontare una storia universale che ha per protagonista la musica, in cui passato e presente si intrecciano e ogni scelta, proprio come quelle effettuate dal giocatore, determina il proprio futuro.

 

Antonio e Silvia

Lui 18 anni, taciturno e solitario, magro, spalle ricurve, appassionato di musica, col poster di Verdi in camera, vive insieme al cane Lulù abbracciato dall’affetto del padre , suona il pianoforte e sogna di diventare un musicista di successo. Lei 19 anni, bella e spigliata, canta in una band indie rock, è abituata a vivere da sola col suo gatto in una casa grande e piena di oggetti di valore, i suoi genitori sono spesso via per lavoro, sogna di diventare una vocalist conosciuta in tutto il mondo.

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Una storia nata al Regio

Una musica. Un ricordo. Le note di Giuseppe Verdi. Un incontro. Ha inizio così nell’estate del 2008 la storia della loro amicizia, raccontata in 9 atti e 9 intermezzi verdiani, che si compirà nei luoghi che furono e sono di Verdi: Parma e il Teatro Regio, Busseto e Villa Verdi a Sant’Agata. E sarà proprio al Teatro Regio che, dieci anni dopo, si svolgerà il finale del gioco. La musica avrà cambiato le loro vite?

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Una vita con Verdi

La passione e il talento musicale, così come le difficoltà per potersi costruire una prospettiva di vita grazie ad essi, sono cose che accomunano le esperienze e le emozioni di ragazzi e ragazze non solo di oggi. Lungo la storia di Antonio e Silvia si sono individuate, per ciascuno dei 9 atti, vicende concrete o situazioni emotive che ne richiamano analoghe vissute in prima persona da Giuseppe Verdi: la mancata ammissione al conservatorio, l’amore, i viaggi, i primi successi.  Giocando A Life in Music ci si imbatterà dunque in improvvisi viaggi indietro nel tempo: sulle note di un brano verdiano coerente con quel momento emozionale, ciascuno di essi farà scorrere davanti agli occhi del giocatore (lì impegnato in una prova di abilità) episodi della biografia verdiana, con ambientazioni e parole veritiere.

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La colonna sonora

Oltre a brani ed arie verdiani registrati dal vivo al Teatro Regio di Parma in occasione delle ultime edizioni del Festival Verdi in collaborazione con Unitel e Dynamic, come Il balen del suo sorrisoVa’, pensieroNon piangere mia compagnaOh, de’ verd’anni miei, per il gioco è stata composta una colonna sonora originale suddivisa in 19 tracce create dal musicista polacco Arkadiusz Reikowski e da altri artisti.

Ascolta qui:

 

 

 

 

 

Insieme per una nuova sfida

“Per il Teatro Regio di Parma è una vera sfida, realizzata con un linguaggio innovativo, per varcare una nuova frontiera nella comunicazione della tradizione, esplorando la relazione tra il mondo reale e artigianale del teatro e quello digitale del gioco virtuale – dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma. Conosciamo le grandi potenzialità del gaming nel coinvolgimento del pubblico internazionale e il nostro obiettivo tramite questo strumento è quello di incontrare persone di ogni età, nazionalità e cultura, creando un legame emozionale e portando il Teatro Regio e Giuseppe Verdi più vicini a ciascuno”.

“La passione e il talento musicale, – scrive Alessandro Roccatagliati del Comitato scientifico per il Festival Verdi, che con Francesco Izzo ha collaborato con gli sviluppatori alla realizzazione del gioco – così come le difficoltà per potersi costruire una prospettiva di vita grazie ad essi, sono cose che accomunano le esperienze e le emozioni di ragazzi e ragazze non solo di oggi. È stato perciò immediato pensare d’inserire nel gioco-racconto A Life in Music elementi che furono davvero parte dell’esperienza artistica e umana di Verdi e delle compagne di vita che la condivisero con lui. Lungo la “storia” di Antonio e Silvia si sono dunque individuate, per ciascuno dei 9 atti, vicende concrete o situazioni emotive che ne richiamano analoghe vissute in prima persona dal grande operista di Busseto. E su queste si sono creati inserti musicali e figurativi capaci d’offrire un primo contatto col “Verdi autentico”. Giocando A Life in Music ci si imbatterà dunque in improvvisi viaggi indietro nel tempo: sulle note di un brano verdiano coerente con quel momento emozionale, ciascuno di essi farà scorrere davanti agli occhi del giocatore (in effetti lì impegnato in una semplice prova di abilità) episodi della biografia verdiana, con ambientazioni e parole veritiere”.

“Coinvolgimento, Contaminazione, Creatività. Sono queste le tre C intorno alle quali si sviluppano i progetti di TuoMuseo – spiega il Presidente Fabio Viola, gamification designer. In A Life in Music videogioco, musica e narrativa si fondono in un unico linguaggio per raccontare una storia universale e creare emozioni senza tempo. Per noi è stato un onore poter condividere un percorso di sperimentazione con il Teatro Regio di Parma, che commissionandoci questo progetto si è reso incubatore di idee, motore di innovazione, coinvolgendo creativi e inventori, immaginando nuove forme per trasmettere il nostro patrimonio culturale, restituendolo attraverso la contaminazione di linguaggi, com’è nella mission di TuoMuseo”. 

“Le nuove tecnologie sono il nostro ambito d’azione da più di 40 anni – dichiara Edoardo Rampini, Amministratore Delegato di SARCE s.p.a. – e l’idea che queste servano la cultura per agevolarne la diffusione e la fruizione ci entusiasma e ci rende orgogliosi di essere al fianco del Teatro Regio in questo progetto innovativo e inedito per un teatro d’opera. Il gioco è la prima forma di apprendimento: giocando ci si diverte, ci si emoziona e così facendo si impara e si conosce e noi crediamo fortemente nella incredibili potenzialità della tecnologia come strumento di facilitazione e di divulgazione”.

Credits

Prodotto da
TEATRO REGIO DI PARMA

 Sviluppato da
TUOMUSEO

In collaborazione con
COMITATO SCIENTIFICO PER IL FESTIVAL VERDI

Con il supporto di 
SARCE

Commissione del
FESTIVAL VERDI

Game director e soggetto FABIO VIOLA
Sceneggiatura e dialoghi VALERIO TODARO
Sviluppatore e game design FRANCESCO BIZZINI
2D artist e game design ELISA GROLI
Animazioni ANGELO LA FARINA
Musiche originali ed effetti sonori ARKADIUSZ REIKOWSKI

 

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