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A life in music

Il Teatro Regio di Parma è pronto a sviluppare il primo mobile game al mondo realizzato da un teatro d’opera.
Una melodia. Un ricordo. Un incontro.
La musica di Giuseppe Verdi può cambiare la vita?

 

 

 

Lo sviluppo di A life in music

Dopo lo straordinario successo del progetto pilota lanciato gratuitamente in 5 lingue su App store e Google Play Store – 200.000 download in 9 mesi, valutazioni di 4.8/5 (AppStore) e 4.4/5 (PlayStore), nelle game charts di 50 Paesi con recensioni e articoli su più di 70 testate cartacee e online – il Teatro Regio di Parma è pronto a sviluppare A life in Music, il primo mobile game realizzato da un teatro d’opera, appositamente commissionato a TuoMuseo, leader internazionale e pluripremiato nel settore del gaming per istituzioni culturali.

A partire dal 2021 sarà elaborata la sceneggiatura del gioco che dall’approccio story-telling della fase pilota si svilupperà  in una nuova fase story-doing, rendendo più attiva la partecipazione del pubblico per creare un più stretto legame tra le scelte del player e lo sviluppo del game. Il segno grafico del gioco evolverà coerentemente passando dall’illustrazione animata 2D a scorrimento laterale all’inserimento di clip con attori reali che amplieranno l’universo narrativo e contribuiranno a rendere transmediale la produzione con nuove opportunità di distribuzione.

 

 

 

Il progetto pilota

12 mesi di lavoro, un team di 6 professionisti: Fabio Viola (game director e soggetto), Valerio Todaro (sceneggiatura e dialoghi), Francesco Bizzini (sviluppatore e game design), Elisa Groli (2D artist e game design), Angelo La Farina (animazioni), Arkadiusz Reikowski (musiche ed effetti sonori), 19 tracce musicali originali, 9 arie verdiane registrate dal vivo al Teatro Regio di Parma (in collaborazione con Unitel e Dynamic), i disegni realizzati e dipinti a mano per oltre 100 scene sulla vita di Verdi e oltre 300 animazioni sono i numeri di A Life in Music, il narrative game 2D a scorrimento laterale, senza contenuti pubblicitari, che esplora l’amicizia, la tenacia, la fiducia, il coraggio, il sacrificio, per raccontare una storia universale che ha per protagonista la musica, in cui passato e presente si intrecciano e ogni scelta, proprio come quelle effettuate dal giocatore, determina il proprio futuro.

 

Antonio e Silvia

Lui 18 anni, taciturno e solitario, magro, spalle ricurve, appassionato di musica, col poster di Verdi in camera, vive insieme al cane Lulù abbracciato dall’affetto del padre , suona il pianoforte e sogna di diventare un musicista di successo. Lei 19 anni, bella e spigliata, canta in una band indie rock, è abituata a vivere da sola col suo gatto in una casa grande e piena di oggetti di valore, i suoi genitori sono spesso via per lavoro, sogna di diventare una vocalist conosciuta in tutto il mondo.

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Una storia nata al Regio

Una musica. Un ricordo. Le note di Giuseppe Verdi. Un incontro. Ha inizio così nell’estate del 2008 la storia della loro amicizia, raccontata in 9 atti e 9 intermezzi verdiani, che si compirà nei luoghi che furono e sono di Verdi: Parma e il Teatro Regio, Busseto e Villa Verdi a Sant’Agata. E sarà proprio al Teatro Regio che, dieci anni dopo, si svolgerà il finale del gioco, rilasciato il 9 aprile 2019. La musica avrà cambiato le loro vite?

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Una vita con Verdi

La passione e il talento musicale, così come le difficoltà per potersi costruire una prospettiva di vita grazie ad essi, sono cose che accomunano le esperienze e le emozioni di ragazzi e ragazze non solo di oggi. Lungo la storia di Antonio e Silvia si sono individuate, per ciascuno dei 9 atti, vicende concrete o situazioni emotive che ne richiamano analoghe vissute in prima persona da Giuseppe Verdi: la mancata ammissione al conservatorio, l’amore, i viaggi, i primi successi.  Giocando A Life in Music ci si imbatterà dunque in improvvisi viaggi indietro nel tempo: sulle note di un brano verdiano coerente con quel momento emozionale, ciascuno di essi farà scorrere davanti agli occhi del giocatore (lì impegnato in una prova di abilità) episodi della biografia verdiana, con ambientazioni e parole veritiere.

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La colonna sonora

Oltre a brani ed arie verdiani registrati dal vivo al Teatro Regio di Parma in occasione delle ultime edizioni del Festival Verdi in collaborazione con Unitel e Dynamic, come Il balen del suo sorrisoVa’, pensieroNon piangere mia compagnaOh, de’ verd’anni miei, per il gioco è stata composta una colonna sonora originale suddivisa in 19 tracce create dal musicista polacco Arkadiusz Reikowski e da altri artisti.

Ascolta qui:

 

 

 

 

 

 

 

A Life in Music credits

Prodotto da
TEATRO REGIO DI PARMA

 Sviluppato da
TUOMUSEO

In collaborazione con
COMITATO SCIENTIFICO PER IL FESTIVAL VERDI

Commissione del
FESTIVAL VERDI

Game director e soggetto FABIO VIOLA
Sceneggiatura e dialoghi VALERIO TODARO
Sviluppatore e game design FRANCESCO BIZZINI
2D artist e game design ELISA GROLI
Animazioni ANGELO LA FARINA
Musiche originali ed effetti sonori ARKADIUSZ REIKOWSKI

 

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