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I RISULTATI DEL XXII FESTIVAL VERDI

Un’edizione che segna il ritorno del Festival ai livelli pre-pandemici, per numero di appuntamenti e nuove produzioni, di presenze e di incassi, registrando l’indice SROI più alto nella sua storia e confermandone l’attrattività, la solidità e l’impatto positivo sul territorio.

 

 

REPORT: Festival Verdi e Verdi OFF 2022

Scarica il pdf del report con i risultati del XXII Festival Verdi e della VII edizione di Verdi Off.

“I risultati delle analisi che hanno generato questo report ci confermano che l’intuizione, avuta nel 2016, di rendere costante il monitoraggio sul ritorno generato dal Festival sul territorio fu una felice intuizione. Questo appare ancora più chiaro leggendo a ritroso il grafico che rappresenta l’attraversamento di anni difficili, anzi tempestosi, come quelli che speriamo di esserci lasciati alla spalle. Eppure i drammatici avvenimenti che caratterizzano il contesto attuale a livello internazionale non suggeriscono ottimismo e se ci avessero chiesto una previsione su questo anno, ancora segnato dalla pandemia su cui si è poi innestata una crisi bellica, energetica ed economica, avrei fatto previsioni assai meno rosee sui dati che qui presentiamo e che invece ci sorprendono con dei parametri assolutamente straordinari. Si conferma qui, ancora una volta, che un lavoro serio, costante e rigoroso come quello fatto dal Teatro Regio di Parma in questi anni, non solo consente di reagire ad eventi avversi di portata epocale investendo sulla progettualità ma fa sì che, appena si registri un’inversione di tendenza, l’Istituzione si faccia trovare pronta a cogliere ogni opportunità per valorizzare quell’onda tanto attesa di ripresa. Ed è proprio questo che è accaduto al Teatro Regio che, pur soffrendo moltissimo come tutte le Istituzioni culturali gli esiti della pandemia, non ha mai rinunciato a mettere in cantiere e realizzare progetti e sviluppare strategie per attraversare quel presente tanto frustrante immaginando di poter al più presto ricominciare a crescere.
Ecco, io credo che da questo si generi quel dato numerico: un magnifico 3,1 di SROI che ci fa superare il pur lusinghiero dato del 2019 e ci fa saltare la barriera del 3, a testimonianza di uno slancio e di una prontezza nel cogliere questa nuova occasione che ci è stata data per dimostrare che siamo in grado di produrre mettendo al centro la qualità, senza perdere di vista l’obiettivo di redistribuire al territorio quei dividendi materiali e immateriali che la comunità attende e a cui ha diritto. I numeri sono spesso avari nella dimensione narrativa, ma la modalità con cui questo report li illustra e rende conto dei parametri applicati da cui il dato finale discende, è preziosa anche per il rigore con il quale tali parametri sono applicati, in ossequio a un principio di prudenza che ne garantisce la veridicità e i riflessi.
Ringrazio tutti i collaboratori che hanno contribuito alla raccolta dei dati, consolidando competenze e alimentando una consuetudine virtuosa che risiede nella costante consapevolezza da parte di ognuno di dover “render conto” alla comunità dell’operato della Fondazione. L’analisi e la successiva elaborazione sono stati realizzati con l’Osservatorio permanente istituito con l’Università di Parma e coordinato dai professori Isabella Mozzoni del Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle Imprese culturali, e Giulio Tagliavini del Dipartimento di Scienze economiche aziendali, affiancati da Simone Garavaglia di Bip – Business Integration Partners – hanno completato il percorso. A loro esprimo la mia più sincera gratitudine.
Un sincero ringraziamento va a tutti coloro che mi hanno permesso di realizzare quello che all’inizio del percorso sembrava un’utopia e che invece, grazie al contributo di tutti, si è pienamente realizzato. Un lascito di cui vado orgogliosa”.

Anna Maria Meo
Direttore generale Teatro Regio di Parma
e Direttore artistico del Festival Verdi 2022

 

“Il XXII Festival Verdi può dirsi il Festival delle conferme: i risultati ci dimostrano infatti che il Festival Verdi ha sviluppato un metodo di lavoro in grado di conciliare rigore scientifico, sostenibilità economica e qualità artistica. Dopo due anni segnati dalla pandemia, durante i quali il Teatro Regio ha saputo non rinunciare alla sua missione non solo culturale, ma anche sociale, il Festival ha finalmente potuto vedere il ritorno del pubblico straniero, un aumento di presenze e incassi, un impatto sul territorio che si conferma, economicamente, il più importante di sempre. Tutti elementi che confermano che il percorso segnato è quello giusto e mi consente di nuovo di ringraziare Anna Maria Meo per il lavoro svolto a vantaggio della nostra città nei suoi anni da Direttrice generale del Teatro”.

Michele Guerra
Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma

 

“Verdi Off è nato per portare Verdi fuori dal Regio, per incontrare le persone, un pubblico potenziale, in giro per le strade e i luoghi della quotidianità, con una programmazione varia e multidisciplinare. Abbiamo sempre privilegiato il desiderio di entrare in contatto empatico con i nostri differenti pubblici, con progetti di partecipazione e vicinanza. Pian piano negli anni abbiamo allargato i nostri orizzonti, avvicinandoci sempre di più al pubblico più fragile, spesso impossibilitato a venire in teatro. Verdi Off di oggi è un format innovativo che cerca connessioni con mondi diversi, da quello turistico, animando luoghi di particolare interesse (un gioco a squadre nel Palazzo Ducale o al Castello di Montechiarugolo, uno spettacolo fatto da bambini per soli bambini al Palazzo dei Ministeri) a quello delle associazioni del Terzo Settore. Vero e proprio collettore di idee che coinvolge associazioni, compagnie, artisti e performer, anche quest’anno Verdi Off ha fatto brillare la scintilla creativa delle realtà culturali del territorio, chiamate a rileggere l’opera e la figura di Verdi attraverso installazioni, performance multimediali, dj-set, progetti site-specific pensati ad hoc, che ci hanno portato a scoprire e riscoprire i luoghi, gli edifici storici, le vie e i parchi cittadini come palcoscenici in cui raccontare l’opera in modo sempre nuovo e inclusivo. Abbiamo incontrato migliaia di persone, abbiamo offerto spettacoli per ogni fascia d’età, abbiamo reso protagonisti gli spettatori nello spirito che caratterizza la rassegna sin dalla prima edizione. Il futuro di Verdi Off è sicuramente ancora nelle strade e nelle piazze, nei luoghi di incontro con le persone, con l’ambizione di tornare a realizzare la Verdi Street Parade che nel 2019 ha invaso la Città di colori e di musica”.

Barbara Minghetti
curatrice di Verdi Off

 

Il Festival Verdi e Verdi Off 2022 per immagini

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