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Macbeth del XX Festival Verdi vince il XXXX Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana

La prima esecuzione in epoca moderna dell’opera presentata in forma di concerto nella versione di Parigi del 1865, con protagonisti Ludovic Tézier, Silvia Dalla Benetta, Riccardo Zanellato, Giorgio Berrugi, David Astorga, diretti da Roberto Abbado sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani, raccoglie unanimi consensi dalla commissione del premio

Macbeth che ha inaugurato lo scorso autunno il XX Festival Verdi nella speciale edizione “Scintille d’Opera” realizzata nel nuovo teatro all’aperto di Parco Ducale ha vinto il XXXX Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana.

Il riconoscimento è stato annunciato il 17 aprile scorso e sarà consegnato oggi a Milano presso gli Amici del Loggione nella Cerimonia di premiazione e presentazione dell’Annuario della Critica Musicale Italiana 2021 e della Cronologia 1981-2021 del Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”.

Un’esecuzione in forma di concerto che ha rappresentato la prima ripresa assoluta dalla prima esecuzione a Parigi nel 1865 del melodramma in quattro parti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei, tradotto in francese da Charles Louis Étienne Nuittier e Alexandre Beaumont, presentato al XX Festival Verdi nell’edizione critica della partitura curata da David Lawton, revisionata da Candida Mantica.

Protagonisti Roberto Abbado, Direttore musicale del Festival Verdi, che ha diretto la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, Ludovic Tézier (Macbeth), al suo debutto a Parma e al Festival Verdi, Silvia Dalla Benetta (Lady Macbeth), Riccardo Zanellato (Banquo), Giorgio Berrugi (Macduff), anch’esso al debutto a Parma e al Festival Verdi, David Astorga (Malcolm), Francesco Leone (Un médecin), Natalia Gavrilan (La Comtesse) e Jacobo Ochoa (Un serviteur / Un sicaire / Premier fantôme).

Dynamic, la prestigiosa casa discografica italiana che rinnova e stringe la collaborazione con il Teatro Regio di Parma e il Festival Verdi, produce il CD dell’opera integrale, in uscita il 3 dicembre 2021, che sarà dunque la prima registrazione assoluta della versione di Parigi dell’opera mai eseguita sino a oggi, dunque mai registrata in precedenza, dal 1865. Ludovic Tézier, protagonista, figura per gentile concessione di Sony Classical.

“Nell’anno della pandemia e dei luoghi di spettacolo e della musica chiusi e fortemente penalizzati , scrive l’Associazione Nazionale dei Critici Musicali – la commissione del «XXXX Premio Abbiati» (Danilo Boaretto, Alessandro Cammarano, Sandro Cappelletto, Paola De Simone, Andrea Estero, Carlo Fiore, Angelo Foletto, Susanna Franchi, Gregorio Moppi, Giancarlo Landini, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Alessandro Mormile, Paolo Petazzi) ha scelto di non attribuire valutazioni individuali, tranne per alcuni riconoscimenti che di per sé lo esigono, ma di raccontare e riassumere l’intero mondo musicale italiano con quattro «Premi speciali», motivati in ampiezza e sostanza critica. Segnalando il valore, l’originalità e l’intraprendenza di iniziative ‘collettive’ e progettuali, o di individualità, che hanno combinato orgoglio e innovazione, dignità artistica e sensibilità sociale, adattabilità e riorganizzazione di spazi e modi operativi”.

Questa la motivazione del prestigioso premio speciale attribuito a Macbeth: “Spostata dal Teatro Regio al Parco Ducale, la versione francese del Macbeth di Verdi, nella revisione appositamente predisposta da Candida Mantica sull’edizione critica di David Lawton, ha saputo, anche in forma di concerto anziché scenica essere la proposta di qualità emblematica del profilo di ricerca e spettacolare del Festival Verdi. Facendo valere, al di là delle coercizioni logistiche e delle idonee sperimentazioni di sicurezza, i meriti dei singoli protagonisti musicali (in particolare Roberto Abbado, Ludovic Tézier, Silvia Dalla Benetta, la Filarmonica Toscanini e il Coro del Regio) e la qualità di un progetto artistico altrimenti a rischio di cancellazione. Rintracciando nella disposizione dei musicisti, non naturale né agevole da padroneggiare in concertazione ma acusticamente redditizia, una dimensione narrativa tenebrosa e insinuante che suonava in perfetta sintonia con l’elemento naturale. Così come il palco agile e funzionale – che nella sua a-spazialità rimandava al Teatro Continuo di Alberto Burri – si congiungeva allo sfondo di Palazzo Ducale, come una suggestiva quinta monumentale: eco del palcoscenico al chiuso forzatamente abbandonato”.

“Di fronte all’annata artistica tormentata dalle restrizioni, scandita dalle chiusure, condizionata dalla situazione di incertezza perenne che ha costernato le attività musicali dal vivo, – si legge nel comunicato dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali – la giuria della 40esima edizione del «Premio Abbiati» aveva due scelte. Cancellare l’edizione o trovare il modo di riconoscere e sottolineare la resistenza, l’impegno e la qualità comunque perseguite attraverso segnalazioni emblematiche di alcune iniziative portate a compimento. Nell’emergenza, la musica in Italia è rimasta viva. Più che altrove. La maggior parte dei musicisti e delle istituzioni ha saputo reiventarsi. Ha lavorato (e fatto lavorare). Ha escogitato sistemi per rimanere accanto al pubblico e non venire meno al proprio ruolo sociale e di presidio culturale. Ha tenuto in vita l’operatività fisiologicamente necessaria di orchestre, cori, maestranze, festival e teatri. Ha comunicato in forme diverse con spettatori e appassionati, che insieme agli artisti e alla società civile fiduciosa nel valore dello spettacolo dal vivo, sono state le vittime più esposte e colpite dalla situazione generale”.

«Questo prestigioso riconoscimento, il secondo assegnato al Teatro Regio di Parma dalla Critica Musicale Italiana in negli ultimi 4 anni- dichiara Anna Maria Meo, Direttrice generale del Teatro Regio di Parma ha immenso valore per la nostra comunità, per le istituzioni, i partner, gli sponsor che in un anno così difficile hanno continuato a starci accanto, a credere e a sostenere l’importanza vitale dell’attività della nostra istituzione anche e soprattutto in un momento così tragico. A tutti loro, agli artisti e ai lavoratori del Teatro, che con determinazione, fiducia e rinnovato senso di appartenenza e convinzione continuano ogni giorno la loro attività, anche in questo periodo in cui il sipario e le porte del Teatro sono chiuse, va il mio pensiero e il mio ringraziamento».

 

Macbeth racconta Macbeth, con Ludovic Tézier

 

Scintille di musica al Parco Ducale

 

 

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